November 30, 2005

Anche a Chernobyl volano le rondini


Un’inquietante voce sta circolando nel Comune di Gualdo Cattaneo: si mormora, infatti, che QUALCUNO, NELLA FAMIGERATA “STANZA DEI BOTTONI”, AVREBBE DECISO DI PROCEDERE AD UN AMPLIAMENTO DELL’IMPIANTO DI PONTE DI FERRO CHE NE PREVEDREBBE ADDIRITTURA IL RADDOPPIO.
Diretta conseguenza di quanto finora ipotizzato, sarebbe la necessità di provvedere all’adeguamento della rete viaria circostante per favorire il trasporto del carbone ad opera dei mezzi pesanti. Come soluzione al problema è stata proposta la costruzione di una variante che da Spoleto dovrebbe condurre a Ponte di Ferro, cosa che consisterebbe di fatto nell’AGGIUNTA DI UN OBBROBRIO AD UN ALTRO GIA’ ESISTENTE: il paesaggio verrebbe ulteriormente deturpato, le nostre colline smembrate, l’immagine del nostro territorio IRRIMEDIABILMENTE COMPROMESSA.

In questi anni la Centrale ENEL di Ponte di Ferro è stata protetta, in modo più o meno omertoso, da una specie di “cortina d’acciaio”, venerata al pari di una divinità. I suoi sostenitori la ritenevano indispensabile allo sviluppo del territorio, nonché preziosa fonte di posti di lavoro.
Attualmente, invece, non sarebbe azzardato sostenere che essa toglie, di fatto, al nostro territorio molto più di quanto non possa dare: oltre a comportare il problema dell’inquinamento (che con la complicità della stampa si sta cercando di minimizzare e mistificare nella più ipocrita delle maniere, al punto che è stata più volte pateticamente definita “centrale ecologica a carbone” per il solo fatto che qualche malcapitata rondine non ha trovato un luogo migliore per costruire la propria casa) e alla creazione di una preoccupante MONOCULTURA sull’asse Centrale-Trasporti, la Centrale di Ponte di Ferro rappresenta un FRENO ALLO SVILUPPO DELLA VOCAZIONE ENOGASTRONOMICA ED AGRITURISTICA DEL NOSTRO TERRITORIO.

A tal proposito si ricorda che Gualdo Cattaneo, insieme ad altri sette Comuni, fa parte dell’Unione “Terre dell’Olio e del Sagrantino”. ECOLOGIA ed AGRICOLTURA SANA sono i PRESUPPOSTI DI BASE per dare credibilità a questa grande ed inestimabile risorsa.
SI PUO’ QUINDI CONTINUARE AD INSISTERE ASSOGGETTANDO LO SVILUPPO DELL’ECONOMIA LOCALE ALLA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA MEDIANTE COMBUSTIONE DEL CARBONE?
Cosa succederebbe, infatti, se gli amici delle Terre del Chianti o del Brunello, per non parlare dei nostri “cugini” francesi, venissero a sapere che il Sagrantino di Montefalco viene prodotto nelle vicinanze di una Centrale termoelettrica a carbone?

La Centrale di Ponte di Ferro deve essere convertita ad una fonte energetica REALMENTE ECOLOGICA, oppure CHIUDERE.
Perché NESSUNO, in tal proposito, parla di ENERGIA PULITA? Perché i nostri DIPENDENTI AMMINISTRATORI si guardano bene dal menzionare, ad esempio, il BIODIESEL, che altro non è che banale OLIO DI SEMI raffinato con un potere calorifico PARI A QUELLO DEL GASOLIO, ma con un impatto ambientale centinaia di volte inferiore?

Purtroppo, come al solito, ci si ritroverà a portare avanti una battaglia donchisciottesca, alimentata dal senso civico di pochi contro l’indifferenza di molti. Ogni sforzo, infatti, sarà vano finché nella coscienza collettiva non maturerà la consapevolezza del fatto che è stupido, oltre che ingiusto, barattare il diritto al lavoro di qualcuno con il diritto alla salute di TUTTI.
E’ ora che a Gualdo Cattaneo, e non solo, cittadini coraggiosi inizino a gran voce a parlare di SVILUPPO ECOSOSTENIBILE, per evitare che il nostro territorio diventi a pieno titolo la CHERNOBYL DEL CENTRO ITALIA; perché la Storia ci insegna che le più grandi vittorie della verità sulla menzogna e l’ignoranza sono derivate da un ATTO DI CORAGGIO.

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