May 25, 2006

IL GREPPIONE


Che la Centrale ENEL di Ponte di Ferro non sia più da un bel po’ di anni – e forse non lo è mai stato – il cuore pulsante dell’economia dei Comuni di Gualdo Cattaneo e Giano dell’Umbria (i quali non brillano di certo per i progressi compiuti negli ultimi venti anni) è un dato di fatto ormai assodato.
Al contrario, per come è ora essa rappresenta un freno allo sviluppo della vocazione enogastronomia ed agrituristica del nostro comprensorio - che comporterebbe un indotto di notevole entità sia dal punto di vista occupazionale che di immagine - senza tuttavia offrire una contropartita accettabile che ne giustifichi in qualche modo l’esistenza e la persistenza.
Ciononostante la Centrale di Ponte di Ferro è stata messa ed è tuttora conservata nel pantheon delle cose sacre ed intoccabili di Gualdo Cattaneo, venerata al pari di un totem, al punto da essere considerata innominabile come il tetragramma sacro ebraico, la cui sola pronuncia costituisce un gravissimo sacrilegio.

Essa non costituisce più una risorsa per il territorio ne’ in termini occupazionali, ne’ di indotto (a tal proposito, bisognerebbe fare uno studio approfondito circa l’effettiva convenienza del trasporto prima su rotaia poi su gomma del carbone: alla fine dei giochi, qual è il costo effettivo di 1 kW ?) e continua ad inquinare l’ambiente circostante in quanto il carbone è un combustibile ad altissimo grado di tossicità.
Ma a Gualdo Cattaneo, caso strano, miracolosamente e misteriosamente convivono produzione vitivinicola e combustione del carbone: l’ipotesi, anche remotissima, che un vino straordinario come il Sagrantino di Montefalco possa contenere nanoparticelle delle 67 sostanze inquinanti (di cui 24 cancerogene) derivanti dalla combustione del carbone, tra cui il mercurio è, francamente, angosciante.

Eppure la Centrale di Ponte di Ferro, mediante una serie di modifiche strutturali che, se solo ci fosse la volontà politica di realizzare, troverebbero un’ampia rispondenza anche a livello comunitario sia in termini di finanziamenti che di altri tipi di sostegno, potrebbe veramente subire una metamorfosi e rappresentare un esempio di sviluppo ecosostenibile per tutto il Paese.

Una centrale piccola come quella di Ponte di Ferro potrebbe essere convertita a BIODIESEL e godere così di tutti i privilegi previsti dalle leggi comunitarie in materia di produzione di energia pulita.
Il biodiesel – normale olio di semi privato della glicerina, combustibile che può alimentare un motore diesel senza inquinare l’atmosfera – ha bilancio chimico nullo, cioè reimmette nell’ aria la stessa quantità di CO2 che la pianta ha assorbito per crescere.
Si avrebbe così una centrale veramente ecologica, ecocompatibile al 100% .

Inutile dire che proposte in tal senso ci sono state, anche da parte dell’opposizione in Consiglio Comunale: ma Giancarlini e la sua giunta hanno dimostrato un disinteresse totale, al punto da non ritenere la questione degna di dibattito.

Ma non finisce qui.

Nella Centrale di Ponte di Ferro, che era stata costruita negli anni ‘60 per garantire un po’ di occupazione nei Comuni di Gualdo Cattaneo e Giano dell’Umbria, non si assumono giovani locali da qualche anno.

In compenso, però, si pagano fior di onorari a vecchi operai ora in pensione i quali , dopo aver percepito per tutti gli anni di servizio stipendi faraonici, essersi ritirati con delle liquidazioni da capogiro e percepire ad oggi pensioni invidiabili ora – del tutto legalmente – prestano le loro consulenze in qualità di esperti venendo profumatamente pagati.

La domanda, direbbe il buon vecchio Lubrano, sorge spontanea: ma se questi soldi li guadagnasse un giovane non sarebbe meglio?
Che bisogno ha un signore di neanche sessant'anni che prendeva sei milioni al mese, è andato in pensione con una liquidazione di centocinquanta - duecento milioni ed ora prende una pensione di milleottocento euro (dati approssimativi) di dare consulenze togliendo indirettamente la possibilità ad un giovane di stabilirsi nel mondo del lavoro, di impostare in qualche modo il proprio futuro, di farsi una famiglia, comprare una casa e vivere la prospettiva di una vecchiaia serena?

Che cosa stanno facendo i nostri dipendenti Amministratori per tutelare le centinaia di giovani che vivono nel nostro territorio e che non hanno prospettive per il futuro?

Perché i nostri dipendenti Amministratori continuano a sbattersene delle necessità vitali di chi li mantiene pagando il loro stipendio senza che loro facciano nulla di utile per la collettività?

Invito tutti i cittadini di Gualdo Cattaneo ad inviare una lettera al dipendente Giancarlini con la scritta “Sei licenziato per giusta causa”.
Magari avrà il buonsenso di vergognarsi un po’ quando, tra tre anni, andrà a chiedere il voto per il suo già designato successore Pensi.

Meditate, gente, meditate….

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